Pensare in termini di esperienza utente quando parliamo di SEO è una prassi assodata e ormai, fa parte dell’evoluzione che Google ha intrapreso e dalla quale non ritorneremo più indietro.  

Da Giugno 2021 (e implementato definitivamente ai primi di settembre) Google ha attivato il nuovo algoritmo Passage Ranking che permette al motore di ricerca di integrare nei segnali di ranking un insieme di segnali uniti nella voce legata all’esperienza utente. Le attività legate alla SEO sono – e saranno – sempre più legate  a questi parametri.

Quali sono quindi gli indicatori della Page Experience che Google ha introdotto per misurare l’interazione degli utenti con le pagine web? 

Cominciamo sfatando un mito: dimentichiamo stringhe di codice infinite e incomprensibili ai più e vediamo quali sono le principali regole e best practice da seguire.

Creare contenuti pensati per l’esperienza utente 

Cosa cercano gli utenti su questa pagina? Cosa si aspettano di trovare? Cosa vogliamo che facciano? Poniamoci sempre queste domande e ripetiamole come un mantra.

La risposta migliore è quella che racconta e mostra all’utente come, perché, cosa o quando ciò che sta cercando.Prima di costruire le nostre pagine organizziamo e pianifichiamo i contenuti secondo questo schema.

Core web Vitals

Quante volte vi è successo di navigare su un sito e di aspettare 8-10 secondi per caricare una pagina?  

I Core Web Vitals misurano l’esperienza utente misurando e valutano la velocità, la reattività e la stabilità visiva dei siti Web.  

Come misurarla? Attraverso queste tre metriche:  

  • Largest Contentful Paint (LCP): è la metrica che identifica il tempo necessario alla visualizzazione (caricamento) del contenuto principale. Per garantire una buona esperienza utente il LCP dovrebbe essere inferiore a 2,5 secondi dall’inizio del rendering della pagina. 
  • First Input Delay (FID): indica il tempo totale richiesto per fare in modo che l’utente possa interagire con il contenuto. Il suo valore dovrebbe avere un indice inferiore ai 100 millisecondi. 
  • Cumulative Layout Shift (CLS)rappresenta il tempo necessario ad ottenere la stabilità visiva (Visual stability). Mentre il browser carica e renderizza gli elementi presenti nella pagina possono verificarsi degli spostamenti o “scatti” degli elementi già caricati. L’esperienza utente peggiora in base al tempo trascorso, più tempo richiede più l’esperienza sarà negativa. Al contrario meno tempo richiede questa fase di “assestamento” migliore sarà l’esperienza. Il parametro di riferimento per il CLS inferiore a 0,1 secondi. 

Esistono diversi metodi e tool per effettuare rapidamente report sulle performance, tra cuPageSpeed Insights,Search Console (Core Web Vitals report) e Chrome User Experience Report.

Occhio all’HTTPS

Il termine HTTPS, che significa Hypertext Transfer Protocol Secure, fa riferimento specifico al protocollo di comunicazione ipertestuale sicuro, reso possibile grazie alla creazione di una connessione criptata tra l’utente e il sito web che utilizza la crittografia SSL/TLS (Transport Layer Security).

Usare questo protocollo è importantissimo perché rende più sicura la comunicazione delle informazioni inserite durante la navigazione e consente agli utenti di completare tutte le operazioni con maggiore serenità. Inoltre, sempre più browser bloccano o almeno ostacolano la navigazione su siti web sprovvisti del certificato SSL valido.

Bando alle pubblicità invasive

Saranno tempi duri per i popup invasivi: Google consiglia di evitare di occupare interamente la pagina web con fastidiosi popup. Il motivo è semplice: agli utenti non dovrebbe essere richiesto di chiudere un popup prima di fruire e interagire con i contenuti della pagina. 

Naturalmente un discorso diverso va fatto per gli interstitials legali quali cookie e privacy policy, i quali se correttamente rilevati non dovrebbero provocare nessun problema.

Mobile First Index

Google da tempo “insiste” sull’ottimizzazione da mobile tra i fattori di ranking: ora però non basta più scegliere template responsive. Diventa fondamentale curare tutte le altre componenti che influiscono sulla navigazione come ad esempio grandezza dei font, link, bottoni, contrasti tra testo e sfondo, accessibilità delle informazioni, gestione degli spazi tra gli elementi, ecc.  

Le altre aree da monitorare per favorire la compatibilità con i dispositivi mobile potrebbero invece richiedere interventi più radicali: plugin obsoleti come Flash o Quicksilver vanno verso l’estinzione, in quanto obsoleti e andrebbero sostituiti con standard web più sicuri e protetti 

Quindi, come creare una migliore esperienza di navigazione per i nostri utenti?  

Seguiteci, ne parleremo in uno dei prossimi episodi!